I Racconti di Dragonlance 4th Age

La Caduta di Zakhar
La Caduta di Zakhar
Scritto da Cylar il 08/04/2009

"Ricordo bene quella notte, anche perchè non sono passati troppi giorni
da allora, lo ricordo ancora con rabbia e senso di colpa, perchè non
sono morto accanto a coloro che ho servito e ho definito guide e amici.

Pareva una sera come tante, mi mossi verso la zona allenamento, sempre
tenuta in ordine dal mio parimerito Sebastien, gli sorrisi mentre
preparavo la mia armatura di pelle di viverna, indossata solo per gli
allenamenti Iniziai ad allenarmi con lui, finendo in un atmosfera rilassante e
leggiadra, formata dal muovere delle spade di legno d'allenamento, non
molto tempo dopo arrivò anche Sion, una nuova recluta delle armate che
non pareva un tipo assai sveglio.

ci allenammo in tre, io, Sion e Sebastien, concentrandosi solo su
questo, ma una chiamata arrivò dall'ufficiale Menhil Zhadren, quindi ci
spostammo io e la recluta verso di lui, nel trombattorione di Zakhar
"uomini, preparate le vostre cose, la fortezza dev'essere difesa e i
carri verso Sanction devono essere riforniti di ogni cosa utile!" noi
annuimmo al neo-comandante, lo consideravo un grande uomo, sempre
pronto a muoversi per soddisfare il volere della Regina Oscura.

Ma pareva avesse detto il vero, forse un presagio o un disegno distorto
dalla Dea, la terra tremò e l'attacco a Zakhar ci fù, immediatamente il
piccolo contingente si mobilitò verso la zona abitata delle armate,
dove trovammo Ahron De-Naika, l'abate aveva avvertito il presagio di
Menhil e si mosse verso noi, come supporto. Ben presto arrivarono anche
il consigliere del signore dei draghi, un mago di cui non ricordo il
nome e Dracos Vainder, il comandante che credette subito alla mia sete
di potere e conquista, a favore delel Dea.

Pareva solamente un grande terremoto, in realtà giunsero enormi draghi,
che, come a Kayolin o Neraka, sputarono palle di fuoco che formarono
intere orde di Elementali del fuoco e Golem sbucarono dalla terra,
Zakhar era in serio pericolo.

La battaglia durò un'intera serata, portando alla morte innumerevoli
soldati e devoti alla causa, io a colpi di spadate tentavo di farmi
avanti per liberare l'entrata della fortezza e infine persino la
fortezza stessa, non ricordo più nemmeno quante viverne abbia steso,
non ricordo nemmeno più quanti colpi di spada e quante parate effettuai
con la stessa, era una massacro vero e proprio.

I Comandanti incitavano alla battaglia e il volere della Dea lo
accompagnavano, dando supporto persino alle mie forze, sapevo che la
Dea non ci avrebbe abbandonato, ma qualcosa di grave avvenne: Zakhar
Keep venne completamente infestata, impossibile proseguire e i mostri
continuavano ad avanzare verso di noi, prendendo ciò che noi
consideravamo inutile e gettavamo in terra, per muoverci più
agevolmente.

Infine, restammo in quattro, con me vi erano il minotauro Ahron e i due
comandanti, quest'ultimi mi avvicinarono, osservandomi cupamente, mi
tolsi l'elmo e mi postai sugl'attenti, attendevo l'ordine di morire per
le armate e per la regina, quello doveva essere il mio ultimo ordine da
eseguire e ne andavo fiero, morire per la grande Regina Oscura; ma ciò
non fu, i due comandanti parlarono "Soldato, Sithis, ascolta i nostri
ultimi ordini" "dovrai muoverti verso Sanction e avvisare la caduta di
Zakhar, noi abbiamo fallito e ci spetta la morte" scossi il capo,
volendo non credere a ciò che dicevano "anch'io ho fallito, non
abbandonerò il campo di battaglia e la fortezza!" esclamai, ma i due mi
guardarono con spento sguardo "osi disubbidire?" mi chiesero, scossi il
capo, Menhil mi lanciò contro una sacca, contenente un armatura
draconica, forgiata in draconite purissima "sii fiero, tu non hai
fallito, la tua missione per la Dea, il tuo disegno, è appena
cominciato, Sithis Khoral" Dracos osservò Ahron, facendo un cenno col
capo"portalo con te, Ahron" il minoico non fece altro che annuire,
portandomi con sè, mentre i due comandanti tennero testa agl'elementali
che si avvicinarono, con fierezza, urlando "PER LA DEA!!" "MORTEEE!!",
ciò mi distrusse, non riuscivo ad abbandonare i miei comandanti, le mie
guide, i miei amici!

Ma questo feci, mi mossi verso l'ultima locanda, ove trovai il mantello
di uno di loro, lo presi, portandolo con me, e insieme ad Ahron ci
muovemmo verso l'esterno della fortezza, verso Sanction.

Il viaggio fu straziante, non fisicamente, ma mentalmente, ero rimasto
solo, persino la recluta Sion o i due maghi che ci affiancarono non si
videro più, forse erano morti o eclissati da qualche parte tra le
montagne, ma il pensiero era rivolto ai comandanti, che avevano
sacrificato la propria vita per la Dea, ed è ciò che un giorno, io farò.

Sempre e solo per la Regina Oscura!!"


*tratto dal diario del soldato Sithis Khoral, la scrittura è
leggermente tremolante nel pezzo in cui venne dato l'ultimo ordine*


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